La Piovra, nuova cascata di ghiaccio sul Monte Derbianco, Svizzera

Il 13/02/2010 Nikita Uboldi, Ean Barelli e Andrea Cairoli hanno effettuato la prima salita di La Piovra (4. WI6- M7R A1), nei Monti di Prosito, Canton Ticino, Svizzera.

"…azz… sarà des an che la guardi sü" La scrutiamo a turno attentamente con il binocolo. Il commento finale é comune per tutti. "La toca mia tera, ma sora l’é formada". Dopo due giorni siamo sul sentiero innevato che porta a Monte Derbianco e da li alla base della cascata. Niente a che vedere con gli accessi asfaltati della Brunnital e dei sentieri da cartolina della Oeschinenwald. Qui bisogna avanzare nella neve profonda per 1200 metri di dislivello, scavalcare alberi che hanno ceduto sotto il peso della neve, il tutto da alla salita un carattere nostrano. Non ci scoraggiamo, e in tre ore siamo nell’arena che fino ad ora avevamo scorto unicamente con il binocolo. È tutta contornata da ghiaccio pensile e da alcune cascate secondarie, che solo loro valgono già la pena per una salita. Il nostro orizzonte comincia lentamente a focalizzare il nostro progetto e cerchiamo una possibilità di salita nella zona di misto.

A poca distanza dalla base la sperata esclamazione. "A ghè una fesüra!" È chiaro che sarà grazie a lei che ci permetterà di superare le diffocoltà principali sul tratto di misto. Ci vuole un po’ per mettere in sicurezza la lunghezza e raggiungere la prima sosta. Dove possiamo utilizziamo protezioni veloci altrimenti posiamo alcuni spit, sei su tutta la via.Ci ritroviamo tutti e tre alla prima sosta felici di aver superato l’enigma più grande. Ma la seconda lunghezza é ancora tutt’altro che fatta. La linea che ci siamo immaginati sulla sinistra non é percorribile a causa del ghiaccio troppo fine sulla sezione verticale.

Decidiamo per la variante di destra che raggiunge un tetto strapiombante tramite una sezione di roccia e una stretta cengia di ghiaccio ma da far impallidire i più impavidi. Fondamentale per noi é riuscire a proteggere i passaggi più delicati e esposti. L’uscita é cosa fatta, e tutto di un fiato risalgo di alcuni metri dove trovo la posizione di "riposo" e piazzare la sospirata protezione.

Da qui l’arrampicata, da lotta, si trasforma in piacevole progressione fino in sosta. La cascata non perde mai di difficoltà, anche la candela del terzo tiro non lascia spazio a troppi sospiri. Alla base del quarto tiro siamo affascinati dalla luce del tramonto sulla montagna per eccellenza dei bellinzonesi, il Pizzo di Claro. Questo presume che non avremo più tanta luce. La quarta lunghezza é di quelle che speri di trovare alla base delle cascate, quando le forze sono ancora ben presenti. L’ultima é quella che ci porta fuori su difficoltà contenute. Inutile dire che siamo completamente al buio, in più completamente affamati e senza la minima idea di dove si possa trovare il sentiero. Quest’ultimo lo troviamo poco più in alto sotto la sagoma di una bastionata di roccia imponente. In un ora raggiungiamo Monte Derbianco felici di aver portato a termine un progetto lontano dalle mete più blasonate ma non per questo meno interessante o ambizioso. Non é finita, la zona offre altre salite mozzafiato. Vi aspettiamo per la prima ripetizione…

Con amicizia
Nikita, Ean, Andrea

La Piovra
Monte Derbianco, Canton Ticino, Svizzera
Prima salita: Nikita Uboldi, Ean Barelli e Andrea Cairoli 13/02/2010
Esposizione: NE
Quota: 1300m
Sviluppo: 230m
Grado: 4. WI6- M7R A1 (gradi da confermare)
Attrezzatura: normale attrezzatura da ghiaccio, 2 corde x 60m, 2 x Friends 0.5
Accesso: Percorrere l’autostrada A2 Chiasso – San Gottardo direzione Nord e prendere l’uscita Biasca. Ritornare in direzione Sud per 4 Km e parcheggiare in località di Prosito. Da li proseguire a piedi su sentiero escursionistico che porta a Monte Derbianco (Monte Bianco quota 1130m). Risalire ancora 100 metri in direzione Pianascio, lasciare il sentiero e portarsi in direzione (traversare verso Sud) fino a costeggiare delle fascie di rocce (presenza di un acquedotto). Costeggiarle completamente fino a portarsi all’interno del vallone e raggiungere la base della cascata.
Discesa: Risalire il riale fino a raggiungere il sentiero. Da li proseguire verso Pianascio e Monte Derbianco. Sentiero non sempre evidente

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